L’esperienza che aiuta…

A volte le zie ormai bis-nonne ti danno qualche consiglio “Non dare tutti i giochi al piccolo, ma uno alla volta e falli girare, in modo che non si annoi mai”.

Poi giri su internet sul tuo autore preferito e leggi:

“«Il troppo stroppia» diceva mia nonna. Che si tratti di troppe cose, troppe informazioni, troppe attività, troppe opzioni tra cui scegliere, quando il bambino è sommerso dagli stimoli non ha più la possibilità di rilassarsi, di dedicarsi al gioco spontaneo o – semplicemente – di annoiarsi.

Semplificare la routine è senz’altro il primo passo per rimediare al sovraccarico cognitivo. Limitare la quantità di giocattoli, di stimoli e di informazioni aiuta il bambino ad essere meno dispersivo e favorisce la concentrazione.

Lo diceva Maria Montessori: l’ambiente nel quale il bambino vive ha un vero e proprio ruolo educativo. Semplificare questo ambiente significa lasciare spazio al bambino. Spazio per “respirare”, per crescere, per sviluppare la propria creatività e anche per rilassarsi.

Una cosa che mi colpì durante il mio corso di formazione fu il fatto che ci venisse suggerito di limitare il numero di libri a disposizione. Per me una libreria ricca e ben fornita è sempre stata sinonimo di arricchimento. Ma quali sono i volumi che – in libreria – attirano la nostra attenzione? Quelli disposti al posto giusto e nel modo giusto (di fronte e non di taglio) e non certo quelli ammassati sullo scaffale. Per fornire al bambino un’ampia scelta basterà far ruotare i titoli, sostituendo quelli per cui ha perso interesse con altri nuovi.”

Vuoi un bambino tranquillo? Semplificagli la vita

… e qualcosa nel fiume passa

Un qualcosa di estremamente triste, di adolescenziale, di non rispettoso per il compagno e per la famiglia.

Ricordo le tue parole Cami, ho voluto lasciare il tempo per farmi un’idea e per farmi fare un’idea… ma avevi ragione.

22/10: “annullare la tua famiglia per un capriccio della mia compagna” pericoloso per il rapporto di due fratelli o per le coppie che ci stanno dietro. Speriamo di aver visto male …

La vera esperta del suo bambino è la mamma

Ecco un concetto non molto popolare. La vera esperta quando parliamo di un bambino è la sua mamma. Già, non lo psicologo, il pediatra, l’educatrice del nido, il manuale di turno. “Nessuno conosce un bambino come la sua mamma, che lo ha portato in grembo per nove mesi, che ha imparato a comunicare con lui sin dai primi mesi della sua vita prenatale (quando rispondeva alla voce materna con calcetti e capriole), che da quando è nato è stata con lui giorno e notte, praticamente 24 ore su 24”, considera Giorgia Cozza. “Quindi la mamma sa. Sa di cosa ha bisogno il suo bambino, cosa lo fa calmare quando è inquieto, cosa lo tranquillizza, cosa gli piace e cosa no. È lei che sa qual è il ritmo giusto per le sue poppate, quando ha bisogno di essere cullato, quando è stanco, dove farlo dormire. La mamma. Non la zia che ha avuto tredici figli (sicuramente è una madre con grande esperienza, ma non può essere esperta di quel bambino), non la suocera, non l’educatrice del nido, non il pediatra”. Oggi, però, i genitori fanno un grande affidamento sulla figura degli esperti e in particolare del pediatra, e si fidano del suo giudizio. “Come è giusto che sia, quando si parla di salute, ci mancherebbe altro”, considera l’autrice. “Se il bimbo ha l’otite o la bronchite o l’influenza, il medico è la figura di riferimento, e i genitori seguiranno con attenzione le sue indicazioni per far guarire presto e bene il piccolo. Ma al di fuori della patologia, se parliamo di normale accudimento quotidiano del bebè, quando si tratta di coccolare, confortare e far dormire il bimbo, l’esperta resta la madre. La decisione di allattare e per quanto tempo, di rispondere al pianto del proprio bimbo prontamente, di farlo dormire nella culla accanto al lettone o in cameretta, sono tutte scelte di competenza dei genitori. E al di fuori della famiglia nessuno ha l’autorità per contestarle”.

https://quimamme.corriere.it/parto/dopo-il-parto/segui-istinto-tu-la-mamma